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Formazione Politica: compito della scuola?
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Formazione Politica: compito della scuola?
Cari amici,
in relazione all'intervento di questa mattina che mi ha visto "scontrarmi" con il Sen. Prof. Villone, vi invito a riflettere.
Se la scuola è l'anticamera della vita, a chi è demandato il compito della formazione politica del giovane cittadino?
E' compito/facoltà della scuola?
Dei professori?
Con quali strumenti i professori possono o devono contribuire alla formazione politica dei loro studenti?
La scuola si fa imparando le noiose materie che svolgono gli odiosi programmi ministeriali ( = programmi delle singole materie, le cui linee generali sono stabilite dal ministero della Pubblica Istruzione)?
Ampliare l'offerta formativa della scuola significa fornire agli studenti una quantità più ampia possibile di opportunità alternative ? Fino a che punto? Con quale orientamento politico, religioso, etc.?
Leggere il giornale a scuola è un modo per sottarsi a Dante o è un modo per imparare a leggere il nostro tempo?
Come vedete le questioni sono tante. Vi invito a partecipare numerosi!!!!
HH
in relazione all'intervento di questa mattina che mi ha visto "scontrarmi" con il Sen. Prof. Villone, vi invito a riflettere.
Se la scuola è l'anticamera della vita, a chi è demandato il compito della formazione politica del giovane cittadino?
E' compito/facoltà della scuola?
Dei professori?
Con quali strumenti i professori possono o devono contribuire alla formazione politica dei loro studenti?
La scuola si fa imparando le noiose materie che svolgono gli odiosi programmi ministeriali ( = programmi delle singole materie, le cui linee generali sono stabilite dal ministero della Pubblica Istruzione)?
Ampliare l'offerta formativa della scuola significa fornire agli studenti una quantità più ampia possibile di opportunità alternative ? Fino a che punto? Con quale orientamento politico, religioso, etc.?
Leggere il giornale a scuola è un modo per sottarsi a Dante o è un modo per imparare a leggere il nostro tempo?
Come vedete le questioni sono tante. Vi invito a partecipare numerosi!!!!
HH
Ultima modifica di il Sab 19 Gen 2008 - 18:02, modificato 2 volte
Costruire un Liceo. Insieme.
Hirundo Hiberna[b]
Hirundo Hiberna[b]
Fai la sintesi
Scusa, qual è stato il tuo intervento di stamane? Non tutti eravamo presenti. Puoi riassumercelo?
Re: Formazione Politica: compito della scuola?
La scuola dovrebbe formare non canalizzare un alunno su una corrente di pensiero, questo significa dare all'alunno una gamma di conoscenze ampie soprattutto conoscenze legate all'attualità, bisognerebbe instuirli politicamente, ovvero informali sugli ideali che ogni corrente di pensiero possiede.
La formazione di un alunno dovrebbe essere una formazione critica, che permetta all'alunno di capire le notizie, di riuscire a trovare anche i sensi nascosti e le implicazioni che ogni evento comporta in situazioni piu ampie.
La formazione di un alunno dovrebbe essere una formazione critica, che permetta all'alunno di capire le notizie, di riuscire a trovare anche i sensi nascosti e le implicazioni che ogni evento comporta in situazioni piu ampie.
riassumendo..
Cerco di riassumere in breve quanto oggi detto.Il prof.Villone ammetteva di aver più volte rinunciato alla classica lezione scolastica per dar spazio alla lettura dei giornali.Lo scopo?porre gli studenti nella condizione di potersi confrontare con la realtà politico-sociale e cercare di fare ordine per poterci capire qualcosa di attualità .Dall'altro canto,la prof.Aiello sosteneva che le basi,gli strumenti per poter comprendere ciò che accade oggi è la scuola a garanticerli,che non si può e non si deve rinunciare alla consueta lezione scolastica .Insomma,comprendere ciò che c'è stato prima di noi è la premessa necessaria per poter fare chiarezza in merito agli avvenimenti che ci riguardano oggi.Se non sbaglio,è stato questo l'argomento del breve dibattito.E in effetti mi ritrovo ad appoggiare le posizioni della prof.Aiello.Su quali basi noi giovani potremmo riuscire a discutere di attualità,se non in virtù di quelle che ci garantisce la scuola?
ripeto
Si ma il discorso è diverso.Le coordinate necessarie agli studenti dovrebbero essere,a mio parere,non quelle politiche,ma quelle storiche.La cultura serve a questo,a renderci liberi e il ruolo dell'insegnante è finalizzato a ciò.
Re: Formazione Politica: compito della scuola?
Oggi mi sembravate tutti così ... indifesi!
O c'avrà ragione Villone che dice che lui aveva nei suoi studenti più fiducia di quanta non ne abbia io?
HH
P.S. E cmq (è un tributo!), grande Smpr!!!!!!

O c'avrà ragione Villone che dice che lui aveva nei suoi studenti più fiducia di quanta non ne abbia io?
HH
P.S. E cmq (è un tributo!), grande Smpr!!!!!!
Costruire un Liceo. Insieme.
Hirundo Hiberna[b]
Hirundo Hiberna[b]
Mail a Claudio Fava e al Prof. Villone
Vorrei farvi sapere che oggi ho spedito sia a Claudio Fava che al Prof. Villone una mail di questo tenore. Sono certa che in questa sede il confronto potrà essere più proficuo.
Gentile Prof. Villone,
come spesso accade, i confronti pubblici non offrono l'opportunità di problematizzare a dovere una questione. Per questa ragione intendo chiarire il mio intervento di stamane, anticipatamente ringraziandoLa del tempo che avrà voluto dedicarmi.
Negli anni ’90 la scuola si aprì al mondo vero e smise di essere quell’Arcadia isolante dove l’alunno ingurgitava nozioni e rimaneva all’oscuro del suo tempo (era così veramente, lo ricordo bene io che nel ’90 mi sono diplomata). Iniziarono i progetti. Educazione stradale, educazione sessuale, educazione alimentare, visite guidate, conferenze, cineforum, teatro, incontri politici, filosofici, religiosi. In barba ai datatissimi, odiosi programmi ministeriali!
Ho colleghi che in nome dell'ampliamento dell'offerta formativa, durante le ore di lezione hanno portato gli alunni ad un convegno sulla Madonna e ho avuto colleghi di filosofia che in classe leggono con gli studenti il giornale Repubblica senza mai parlare di Platone. Estremizzazioni, casi isolati, mi dirà. Prassi, rispondo io.
Non è vero che abbiamo bisogno di una scuola con un’offerta formativa che peschi nel reale, non più. E naturalmente non ho alcuna nostalgia della scuola del mio tempo, con professoresse cariatidi che mai si spinsero oltre lo steccato dell'attrazione modale, che parevano venute direttamente dall’antica Grecia e che volevano disperatamente tornarci.
Sono io la prima che anelerebbe a sentire una Sua lezione che prenda spunto da un articolo di giornale, ma oggi il mio ruolo prevedeva una responsabilità diversa, che era quella di garantire la libertà intellettuale dei miei studenti che in larga parte non avevano gli strumenti per decodificare il vostro messaggio che era comunque un messaggio politico.
Sono io la prima che deve andarsi a studiare Platone che Lei conosce senza dubbio meglio di me (non sono ironica adesso né lo ero quando stamattina ho sottolineato che non avevo intenzione di dare lezioni ad alcuno e men che meno a Lei, mi creda!) ma il mondo della scuola va tutto da un’altra parte e l'ultima delle mie intenzioni era quella di apparire una giovane e presuntuosa professoressina di lettere che parla con l’intento di giudicare i metodi didattici del Prof. Villone!
Non sono affatto preoccupata per la mia immagine e, creda, ho quanto Lei fiducia nei miei studenti, che tuttavia sono liceali, non universitari (c'è una bella differenza!) e come tali sono più indifesi. Non è un caso se a prendere la parola sono stati due studenti dell'ultimo anno.
So bene che questa non era per nulla la vostra intenzione di stamane (non avevate nessuna responsabilità della nostra presenza lì), ma ribadisco che portare la prossima volta gli studenti ad un incontro organizzato per esempio da AN o dall'UDC, garantendo loro così una parvenza di Par Condicio, non mi appare una soluzione praticabile. Qualcuno si lamentava stamane del fatto che gli studenti non conoscono la Costituzione Italiana. Ebbene, c'è una materia apposita che è l'Educazione Civica per questo e si studia sui banchi di scuola. La scuola serve a questo, non a dare risposte politiche per quanto condivisibili (da me che voto a sinistra, peraltro, mica da tutti!). Converrà che l'orientamento politico è il punto d'arrivo di un percorso intellettuale, non quello di partenza. Può anche esserlo, ma il rischio di indottrinamento apparirà giocoforza maggiore.
Se il mio disperato e impopolarissimo appello di stamattina rivendicava l’urgenza di tornare a studiare le discipline acché gli studenti scientemente sposino un orientamento politico, sappia che oggi questa è vera trasgressione, che questo è o dovrebbe essere il nuovo intendimento della Scuola e che la Sua visione scolastica, la Sua proposta didattica, se posso permettermi, è la risposta già vecchia ad un problema vecchissimo. Le sembrerà che la questione abbia una ricaduta blanda sulla politica ma a me non sembra. Un giovane che apprenda il suo orientamento politico sulla base della visione prospettata da qualcun altro potrà avere senza dubbio l’intelligenza per affrancarsene e maturarne uno proprio, come accadde a Fava (ma il suo professore glielo spiegò il V dell’Inferno, mica gli leggeva Il Popolo d’Italia!). Ma per uno che lo fa, cento votano sulla base di pregresse fascinazioni, diciamo così. E che il voto sia dato da un elettore più o meno consapevole, poco importa.
Vorrei infine rassicurarLa sul fatto che persino io chiedo ai miei studenti perché gli è piaciuto il V dell’Inferno e che sono per una scuola così avulsa dalla vita politica che per stamattina avevo organizzato con gli studenti di portare i flute e lo spumante se Cuffaro avesse avuto l’aggravante. Pensi, Prof. Villone, un’intera scuola che brinda alla condanna di Cuffaro! Sarebbe stato un momento storico. Visto poi come sono andate le cose, c’è passata la voglia, ma questo era quello che oggi sarebbe dovuto accadere ....
Saremmo onorati che Lei partecipasse al topic di discussione intitolato "Formazione Politica: compito della scuola?" che troverà sul nostro forum:
http://locusamoenus.forum-attivo.com
So bene che ragioni di tempo potranno impedirLe di intervenire, ma questo forum è il pezzo di terra libera che resta dalla fioritura selvaggia dei Centri Commerciali dei Signori Scuto. Come vede è una lingua di terra virtuale, un luogo che fisicamente non c'è ma vorrebbe essere. Metafora dell'utopia.
Marta Aiello
Gentile Prof. Villone,
come spesso accade, i confronti pubblici non offrono l'opportunità di problematizzare a dovere una questione. Per questa ragione intendo chiarire il mio intervento di stamane, anticipatamente ringraziandoLa del tempo che avrà voluto dedicarmi.
Negli anni ’90 la scuola si aprì al mondo vero e smise di essere quell’Arcadia isolante dove l’alunno ingurgitava nozioni e rimaneva all’oscuro del suo tempo (era così veramente, lo ricordo bene io che nel ’90 mi sono diplomata). Iniziarono i progetti. Educazione stradale, educazione sessuale, educazione alimentare, visite guidate, conferenze, cineforum, teatro, incontri politici, filosofici, religiosi. In barba ai datatissimi, odiosi programmi ministeriali!
Ho colleghi che in nome dell'ampliamento dell'offerta formativa, durante le ore di lezione hanno portato gli alunni ad un convegno sulla Madonna e ho avuto colleghi di filosofia che in classe leggono con gli studenti il giornale Repubblica senza mai parlare di Platone. Estremizzazioni, casi isolati, mi dirà. Prassi, rispondo io.
Non è vero che abbiamo bisogno di una scuola con un’offerta formativa che peschi nel reale, non più. E naturalmente non ho alcuna nostalgia della scuola del mio tempo, con professoresse cariatidi che mai si spinsero oltre lo steccato dell'attrazione modale, che parevano venute direttamente dall’antica Grecia e che volevano disperatamente tornarci.
Sono io la prima che anelerebbe a sentire una Sua lezione che prenda spunto da un articolo di giornale, ma oggi il mio ruolo prevedeva una responsabilità diversa, che era quella di garantire la libertà intellettuale dei miei studenti che in larga parte non avevano gli strumenti per decodificare il vostro messaggio che era comunque un messaggio politico.
Sono io la prima che deve andarsi a studiare Platone che Lei conosce senza dubbio meglio di me (non sono ironica adesso né lo ero quando stamattina ho sottolineato che non avevo intenzione di dare lezioni ad alcuno e men che meno a Lei, mi creda!) ma il mondo della scuola va tutto da un’altra parte e l'ultima delle mie intenzioni era quella di apparire una giovane e presuntuosa professoressina di lettere che parla con l’intento di giudicare i metodi didattici del Prof. Villone!
Non sono affatto preoccupata per la mia immagine e, creda, ho quanto Lei fiducia nei miei studenti, che tuttavia sono liceali, non universitari (c'è una bella differenza!) e come tali sono più indifesi. Non è un caso se a prendere la parola sono stati due studenti dell'ultimo anno.
So bene che questa non era per nulla la vostra intenzione di stamane (non avevate nessuna responsabilità della nostra presenza lì), ma ribadisco che portare la prossima volta gli studenti ad un incontro organizzato per esempio da AN o dall'UDC, garantendo loro così una parvenza di Par Condicio, non mi appare una soluzione praticabile. Qualcuno si lamentava stamane del fatto che gli studenti non conoscono la Costituzione Italiana. Ebbene, c'è una materia apposita che è l'Educazione Civica per questo e si studia sui banchi di scuola. La scuola serve a questo, non a dare risposte politiche per quanto condivisibili (da me che voto a sinistra, peraltro, mica da tutti!). Converrà che l'orientamento politico è il punto d'arrivo di un percorso intellettuale, non quello di partenza. Può anche esserlo, ma il rischio di indottrinamento apparirà giocoforza maggiore.
Se il mio disperato e impopolarissimo appello di stamattina rivendicava l’urgenza di tornare a studiare le discipline acché gli studenti scientemente sposino un orientamento politico, sappia che oggi questa è vera trasgressione, che questo è o dovrebbe essere il nuovo intendimento della Scuola e che la Sua visione scolastica, la Sua proposta didattica, se posso permettermi, è la risposta già vecchia ad un problema vecchissimo. Le sembrerà che la questione abbia una ricaduta blanda sulla politica ma a me non sembra. Un giovane che apprenda il suo orientamento politico sulla base della visione prospettata da qualcun altro potrà avere senza dubbio l’intelligenza per affrancarsene e maturarne uno proprio, come accadde a Fava (ma il suo professore glielo spiegò il V dell’Inferno, mica gli leggeva Il Popolo d’Italia!). Ma per uno che lo fa, cento votano sulla base di pregresse fascinazioni, diciamo così. E che il voto sia dato da un elettore più o meno consapevole, poco importa.
Vorrei infine rassicurarLa sul fatto che persino io chiedo ai miei studenti perché gli è piaciuto il V dell’Inferno e che sono per una scuola così avulsa dalla vita politica che per stamattina avevo organizzato con gli studenti di portare i flute e lo spumante se Cuffaro avesse avuto l’aggravante. Pensi, Prof. Villone, un’intera scuola che brinda alla condanna di Cuffaro! Sarebbe stato un momento storico. Visto poi come sono andate le cose, c’è passata la voglia, ma questo era quello che oggi sarebbe dovuto accadere ....
Saremmo onorati che Lei partecipasse al topic di discussione intitolato "Formazione Politica: compito della scuola?" che troverà sul nostro forum:
http://locusamoenus.forum-attivo.com
So bene che ragioni di tempo potranno impedirLe di intervenire, ma questo forum è il pezzo di terra libera che resta dalla fioritura selvaggia dei Centri Commerciali dei Signori Scuto. Come vede è una lingua di terra virtuale, un luogo che fisicamente non c'è ma vorrebbe essere. Metafora dell'utopia.
Marta Aiello
Ultima modifica di il Dom 20 Gen 2008 - 22:56, modificato 1 volta
Costruire un Liceo. Insieme.
Hirundo Hiberna[b]
Hirundo Hiberna[b]
Pr l prfssrss
Prof,il suo "grande" è un reale complimento per il mio intervento(a cui tra l'altro Fava non ha dato risposta concreta),o è detto in chiave ironica per il mio rifiuto di salire sul palco con la lavagnetta del forum,a mò di valletta nell'intervallo tra due round di boxe?
Non hanno uno straccio di idea
Se Villone ha detto veramente quello che avete riassunto, cioè che occorre fare più attualità a scuola, questa è un'idea stramaledettamente vecchia e che ha rivelato tutta la sua vacuità da circa un trentennio. Ma questi vanno in giro ancora a dire queste boiate? Se uno sapesse veramente tradurre greco e latino e capisse veramente la Repubblica di Platone, sarebbe in grado di decodificare qualunque messaggio dell'attualità e non sarebbe in balìa del primo Villone che passa. L'educazione deve essere sempre inattuale. E' stato così da che mondo è mondo. Solo una generazione di insipienti può sostenere il contrario senza uno straccio di prova, anzi con la prova dell'effetto deleterio.
Lo scorso anno dopo i vergognosi scontri tra bestie catanesi e palermitane che portarono alla morte del poliziotto Raciti, Maurizio Blondet scrisse un articolo da titolo "Pompei e Catania", che vi invito a leggere, da cui traggo questo brano:
Pompei e Catania
"Sento dire da un giornalista alla radio che bisogna aumentare le ore di educazione civica.
Come se un prolungamento della noia scolastica e della retorica «costituzionale» e moralistica fosse educativa.
Come si vede, nessuno pensa di nuovo e radicalmente cosa dev’essere l’educazione: ed anche questa stupidità che ripropone rimedi già provati nulli è una forma del nostro degrado.
Nessuno ricorda più quanto serva, per infiammare i ragazzi al meglio, non l’etica ma l’estetica.
Le vecchie scuole che dividevano le classi in «Achei» e «Troiani» coglievano meglio il punto, incitavano ad una competizione nobile, su nobili esempi.
Ai bambini toglierei computer e telefonini, e racconterei favole e miti, Eracle e gli Atridi, Pollicino e il Gatto con gli stivali: non risparmierei loro i racconti tremendi della tragedia greca, la cui misteriosa risonanza accompagna negli anni, inesauribile di significati.
Orazi e Curiazi, Attilio Regolo, Sigfrido, i racconti di fate: suscitano meraviglia, insegnano prove iniziatiche e il valore del soffrire, e possono anche creare il gusto alla lettura, che la scuola d’oggi uccide".
Lasciamo perdere Villone e torniamo a Platone.
Lo scorso anno dopo i vergognosi scontri tra bestie catanesi e palermitane che portarono alla morte del poliziotto Raciti, Maurizio Blondet scrisse un articolo da titolo "Pompei e Catania", che vi invito a leggere, da cui traggo questo brano:
Pompei e Catania
"Sento dire da un giornalista alla radio che bisogna aumentare le ore di educazione civica.
Come se un prolungamento della noia scolastica e della retorica «costituzionale» e moralistica fosse educativa.
Come si vede, nessuno pensa di nuovo e radicalmente cosa dev’essere l’educazione: ed anche questa stupidità che ripropone rimedi già provati nulli è una forma del nostro degrado.
Nessuno ricorda più quanto serva, per infiammare i ragazzi al meglio, non l’etica ma l’estetica.
Le vecchie scuole che dividevano le classi in «Achei» e «Troiani» coglievano meglio il punto, incitavano ad una competizione nobile, su nobili esempi.
Ai bambini toglierei computer e telefonini, e racconterei favole e miti, Eracle e gli Atridi, Pollicino e il Gatto con gli stivali: non risparmierei loro i racconti tremendi della tragedia greca, la cui misteriosa risonanza accompagna negli anni, inesauribile di significati.
Orazi e Curiazi, Attilio Regolo, Sigfrido, i racconti di fate: suscitano meraviglia, insegnano prove iniziatiche e il valore del soffrire, e possono anche creare il gusto alla lettura, che la scuola d’oggi uccide".
Lasciamo perdere Villone e torniamo a Platone.
Ultima modifica di il Lun 21 Gen 2008 - 23:24, modificato 1 volta
Vie di mezzo
Vie di mezzo no, eh?
Assunti come L'educazione deve essere sempre inattuale sono proprio dei salernismi!!!
Leggere talora il giornale in classe è utilissimo se non diventa sostitutivo, ovviamente. Anche Yorick ha letto in classe Blondet o altri e non si può certo dire che dunque ha sacrificato la filosofia. L'uno fa capire che i programmi ministeriali sono inutili e vecchi, l'altro sostiene con la radicalità con cui si sotiene un dogma che l'educazione deve essere inattuale.
Villlone = Yorick col segno contrario.
Ma naturalmente Yorick obietterà che ho paura delle scelte radicali (con ragione!) e mi agiterà davanti lo spauracchio dell'incoerenza. Tutto è veicolo di cultura se il docente è colto, su questo non ho dubbi. Il problema è, come dicevo ieri, il rischio di fornire risposte pre-confezionate che influenzano un giovane, anche quando il professore voglia essere intellettualmente onesto. Un ritorno alle discipline è d'obbligo, uno sguardo sul presente è opportuno, anche attraverso la lettura del giornale che si presta, peraltro (ma forse questo è più compito mio che di Yorick) ad un'analisi delle opzioni del linguaggio.
Ma io vorrei spostare brevemente l'attenzione su un altro fatto. Vorrei sapere se avete colto l'unica cosa interessante della mattinata di ieri, e cioé l'intervento di quel giovane giornalista. Cosa ne avete pensato?
HH
Assunti come L'educazione deve essere sempre inattuale sono proprio dei salernismi!!!
Leggere talora il giornale in classe è utilissimo se non diventa sostitutivo, ovviamente. Anche Yorick ha letto in classe Blondet o altri e non si può certo dire che dunque ha sacrificato la filosofia. L'uno fa capire che i programmi ministeriali sono inutili e vecchi, l'altro sostiene con la radicalità con cui si sotiene un dogma che l'educazione deve essere inattuale.
Villlone = Yorick col segno contrario.
Ma naturalmente Yorick obietterà che ho paura delle scelte radicali (con ragione!) e mi agiterà davanti lo spauracchio dell'incoerenza. Tutto è veicolo di cultura se il docente è colto, su questo non ho dubbi. Il problema è, come dicevo ieri, il rischio di fornire risposte pre-confezionate che influenzano un giovane, anche quando il professore voglia essere intellettualmente onesto. Un ritorno alle discipline è d'obbligo, uno sguardo sul presente è opportuno, anche attraverso la lettura del giornale che si presta, peraltro (ma forse questo è più compito mio che di Yorick) ad un'analisi delle opzioni del linguaggio.
Ma io vorrei spostare brevemente l'attenzione su un altro fatto. Vorrei sapere se avete colto l'unica cosa interessante della mattinata di ieri, e cioé l'intervento di quel giovane giornalista. Cosa ne avete pensato?
HH
Costruire un Liceo. Insieme.
Hirundo Hiberna[b]
Hirundo Hiberna[b]
Re: Formazione Politica: compito della scuola?
Rivendico alle mie idee un fondamento e una radicalità autentici che non hanno niente a che vedere con l'estremismo di cui spesso molti mi accusano. L'educazione deve essere sempre inattuale, perché educare è portare l'uomo dallo stato preistorico in cui nasce fino alle soglie della contemporaneità. Quando il processo educativo giunge ad un compimento si diviene cittadini del proprio tempo e si può essere autonomi. Se non si capisce questo, non si capisce granché dell'educazione. Invece, fanno ascoltare il telegiornale ai bambini di 7 anni e glielo fanno commentare per iscritto senza preservare per loro una fase "mitica", "estetica", "fiabesca", rovinandoli per sempre. Oppure licenziamo studenti che non sanno tradurre, non sanno calcolare, non sanno scrivere, però si sono fatti l'idea politica del professore che in classe leggeva Il Manifesto e quindi possono correre a "manifestare" quando serve. Intanto all'università non possono fare le cose attuali e d'avanguardia, perché devono recuperare il tempo perduto, per cui l'università è diventata una specie di liceo. E avanti così fino a 35 anni...
La scuola è da sempre l'istituzione che trasmette la cultura alle nuove generazioni. Qual è la via di mezzo tra una cosa giusta che si fa da migliaia di anni e una castroneria sperimentata negli ultimi trenta in modo fallimentare?
Questa storia delle vie di mezzo è proprio una cretinata insopportabile. La via di mezzo tra la giustizia e l'ingiustizia è un'ingiustizia; la via di mezzo tra la verità e un errore è un errore.
Chiaramente bisogna avere il coraggio di dire di essere nella verità e nel giusto, o meglio di tendere verso essi, quando si fanno delle scelte. Ma questo non si può dire più, vero? E' molto grossolano.
P.S.1: chiaramente sono radicalmente contrario alla cosiddetta educazione permanente
P.S.2: una volta che eravamo d'accordo su qualcosa...
La scuola è da sempre l'istituzione che trasmette la cultura alle nuove generazioni. Qual è la via di mezzo tra una cosa giusta che si fa da migliaia di anni e una castroneria sperimentata negli ultimi trenta in modo fallimentare?
Questa storia delle vie di mezzo è proprio una cretinata insopportabile. La via di mezzo tra la giustizia e l'ingiustizia è un'ingiustizia; la via di mezzo tra la verità e un errore è un errore.
Chiaramente bisogna avere il coraggio di dire di essere nella verità e nel giusto, o meglio di tendere verso essi, quando si fanno delle scelte. Ma questo non si può dire più, vero? E' molto grossolano.
P.S.1: chiaramente sono radicalmente contrario alla cosiddetta educazione permanente
P.S.2: una volta che eravamo d'accordo su qualcosa...
Ultima modifica di il Mar 22 Gen 2008 - 20:21, modificato 1 volta
la trasparenza
Vorrei innanzitutto dire una cosa.Che senso ha avuto la premessa fatta da quella signora(se non ricordo male,la preside di una scuola di Gravina),la quale diceva che doveva essere un incontro apolitico e non propagandistico?Il relatore che ha preso la parola subito dopo di lei (non me ne sovviene nè il nome,nè l'autorità)ha solo fatto un tediosissimo discorso in cui sottolineava come lui fosse stato citato nel libro "La Casta" in quanto,se ben rammento,ha tagliato dei costi o ha licenziato gente che non lavorava "come si deve",ed ha anche scagliato l'ennesimo sasso contro Mastella,forse volendo dimostrare con questo spirito la propria trasparenza intellettuale in quanto Mastella è della sua stessa parte politica.Mah,forse è stata solo una mia impressione,ma non mi è sembrato proprio un discorso apolitico.
Ma veniamo alla sua domanda,prof.
Bè,indubbiamente l'operato di questo giornalista è da elogiare,sia per lo spirito con cui l'ha fatto,che per il coraggio che ha dimostrato menzionando nomi e cognomi sul palco,davanti non solo ad una platea ma anche a delle telecamere.E' altrettanto vero,però,che non è giusto che noi veniamo a sapere del suo operato solo perchè lui si prende la briga di salire sul palco e dirlo.Inchieste importanti come questa,che coinvolge il Comune di Mascalucia,realizzate da giornalisti DAVVERO trasparenti dovrebbero essere menzionate sui giornali (e per giornali intendo testate tipo "La Sicilia",che hanno una certa risonanza)o anche nelle TV locali.Se non ci fosse stato quest'incontro,come avremmo saputo di ciò che sta accadendo?
Tutta la faccenda mi ha solo confermato che i privilegi della Casta non sono solo a Roma,ma iniziano da qui,a Mascalucia.
Ma veniamo alla sua domanda,prof.
Bè,indubbiamente l'operato di questo giornalista è da elogiare,sia per lo spirito con cui l'ha fatto,che per il coraggio che ha dimostrato menzionando nomi e cognomi sul palco,davanti non solo ad una platea ma anche a delle telecamere.E' altrettanto vero,però,che non è giusto che noi veniamo a sapere del suo operato solo perchè lui si prende la briga di salire sul palco e dirlo.Inchieste importanti come questa,che coinvolge il Comune di Mascalucia,realizzate da giornalisti DAVVERO trasparenti dovrebbero essere menzionate sui giornali (e per giornali intendo testate tipo "La Sicilia",che hanno una certa risonanza)o anche nelle TV locali.Se non ci fosse stato quest'incontro,come avremmo saputo di ciò che sta accadendo?
Tutta la faccenda mi ha solo confermato che i privilegi della Casta non sono solo a Roma,ma iniziano da qui,a Mascalucia.
Risposte
Per Giancarlo:
1 L'incontro era politico e la nostra presenza lì è stata un errore.
2 Giornali come La Sicilia sono in mano a Ciancio e compagnia bella. Non sono allineati ai poteri forti, sono i poteri forti essi stessi.
3 La domanda che hai fatto su Bersani mi sembra avesse avuto una ripsosta, ma non so perché l'hai reputata insoddisfacente.
4 La figura della valletta l'ho fatta io, ma va bene così. Me la sono voluta ed era necessario farla. La mia immagine non ne uscirà troppo lesa (nella vita ho fatto di peggio).
HH
1 L'incontro era politico e la nostra presenza lì è stata un errore.
2 Giornali come La Sicilia sono in mano a Ciancio e compagnia bella. Non sono allineati ai poteri forti, sono i poteri forti essi stessi.
3 La domanda che hai fatto su Bersani mi sembra avesse avuto una ripsosta, ma non so perché l'hai reputata insoddisfacente.
4 La figura della valletta l'ho fatta io, ma va bene così. Me la sono voluta ed era necessario farla. La mia immagine non ne uscirà troppo lesa (nella vita ho fatto di peggio).
HH
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Hirundo Hiberna[b]
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Re: Formazione Politica: compito della scuola?
Esatto,non sono rimasto soddisfatto.Io ho chiesto a Fava cosa ne pensasse del fatto che Bersani avesse deciso di azzerare i finanziamenti alle imprese (si tratta di fondi straordinari,che negli ultimi 6 anni ammontano a 50 miliardi di euro,di cui 25 di provenienza UE,e che nei successivi 6 anni avrebbero portato altri 100 miliardi all'Italia
) ,poichè i suddetti fondi vengono sprecati e sperperati e non fanno altro che causare altri problemi,soprattutto al Sud.Si perchè,al contrario di ciò che si possa credere,siamo una delle zone più finanziate dall'Europa:non è vero che i soldi non ci sono,ci sono eccome,e pure troppi,ma proprio per questo vengono male utilizzati.Gli ho anche chiesto cosa ne pensasse in relazione al fatto che Bersani,con questa sua azione,ha (involontariamente,ma di fatto)"approvato" ciò che aveva già chiesto Grillo (chi non muore si rivede,eh?
) in sede di Parlamento Europeo.
Lui mi ha risposto che Grillo e Bersani non si possono nemmeno paragonare in quanto sono due personaggi agli antipodi:il primo fa mero qualunquismo,il secondo agisce in maniera più capillare.
Ok,questa è una sua precisazione,posso anche essere d'accordo,ma la mia richiesta non era mica di confrontarmi Grillo con Bersani(sarebbe stato come chiedere a Cappuccetto Rosso di scegliere tra la nonna e il lupo,vi pare?),bensì di avere una sua opinione sulla nuova politica intrapresa da Bersani stesso.Non mi sembra di avere ricevuto risposta in tal senso.Forse la mia domanda è stata male interpretata o,come si dice usando le buone maniere,sono stato poco chiaro io.
P.S. Macchè figura lesa:ha riscosso un successone!!!

) ,poichè i suddetti fondi vengono sprecati e sperperati e non fanno altro che causare altri problemi,soprattutto al Sud.Si perchè,al contrario di ciò che si possa credere,siamo una delle zone più finanziate dall'Europa:non è vero che i soldi non ci sono,ci sono eccome,e pure troppi,ma proprio per questo vengono male utilizzati.Gli ho anche chiesto cosa ne pensasse in relazione al fatto che Bersani,con questa sua azione,ha (involontariamente,ma di fatto)"approvato" ciò che aveva già chiesto Grillo (chi non muore si rivede,eh?
Lui mi ha risposto che Grillo e Bersani non si possono nemmeno paragonare in quanto sono due personaggi agli antipodi:il primo fa mero qualunquismo,il secondo agisce in maniera più capillare.
Ok,questa è una sua precisazione,posso anche essere d'accordo,ma la mia richiesta non era mica di confrontarmi Grillo con Bersani(sarebbe stato come chiedere a Cappuccetto Rosso di scegliere tra la nonna e il lupo,vi pare?),bensì di avere una sua opinione sulla nuova politica intrapresa da Bersani stesso.Non mi sembra di avere ricevuto risposta in tal senso.Forse la mia domanda è stata male interpretata o,come si dice usando le buone maniere,sono stato poco chiaro io.
P.S. Macchè figura lesa:ha riscosso un successone!!!
mangiare, bere, riprodursi e attualizzare.
Per quanto io abbia accusato di estremismo il Prof. Salerno in un precedente intervento su questo forum.... hem hem.. da ciò che ho letto resto della stessa idea; ma, per quanto estremista, il prof. ha ragione in molti punti e soprattutto sono molto inconfutabili e originali i suoi "sillogismi". AH AH
In effetti la bravura di un alunno non è quella di sapere a memoria la lezioncina ma di riuscire ad attualizzare ciò che studia per capire la società in cui vive, e questo "processo di attualizzazione" non deve e non può essere spiegato a scuola in quanto è un processo umano naturale, è quasi un istinto che non necessità di spiegazione.
Voi professori vi siete fatti un' idea politica, eppure non credo che i vostri insegnanti di liceo vi parlavano di politica o come attività didattica leggevate i giornali in classe.
Anche io ho un idea politica solida, eppure nessuno mi ha mai parlato direttamente di politica; ma leggendo giornali, guardando telegiornali etc.. mi sono interessato e da tempo mi tengo sempre informato su ciò che accade nella politica del mio Paese e cosa più importante, comprendo.
Sono d'accordo con il prof. Salerno:
anche se ovviamente toglierei l'avverbio "sempre" nella prima frase perchè rende il tutto troppo "estremo".
Per esempio ci sono dei momenti in classe in cui dalla lezione ci si collega in modo opportuno a un evento attuale finendo in un vero e proprio dibattito, e ciò è lecito, se avviene in modo del tutto naturale da parte degli alunni, perchè è sopratutto a scuola che gli studenti possono confrontare le proprio idee; il saper confrontarsi, a mio parere, è molto più importante del latino della matematica e di tutto il resto delle materie scolastiche poichè il confronto è alla base della civiltà.
Alessandro Salerno ha scritto:
"Questa storia delle vie di mezzo è proprio una cretinata insopportabile. La via di mezzo tra la giustizia e l'ingiustizia è un in'ingiustizia; la via di mezzo tra la verità e un errore è un errore."
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In effetti la bravura di un alunno non è quella di sapere a memoria la lezioncina ma di riuscire ad attualizzare ciò che studia per capire la società in cui vive, e questo "processo di attualizzazione" non deve e non può essere spiegato a scuola in quanto è un processo umano naturale, è quasi un istinto che non necessità di spiegazione.
Voi professori vi siete fatti un' idea politica, eppure non credo che i vostri insegnanti di liceo vi parlavano di politica o come attività didattica leggevate i giornali in classe.
Anche io ho un idea politica solida, eppure nessuno mi ha mai parlato direttamente di politica; ma leggendo giornali, guardando telegiornali etc.. mi sono interessato e da tempo mi tengo sempre informato su ciò che accade nella politica del mio Paese e cosa più importante, comprendo.
Sono d'accordo con il prof. Salerno:
Alessandro Salerno ha scritto:
"L'educazione deve essere sempre inattuale, perché educare è portare l'uomo dallo stato preistorico in cui nasce fino alle soglie della contemporaneità. Quando il processo educativo giunge ad un compimento si diviene cittadini del proprio tempo e si può essere autonomi"
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anche se ovviamente toglierei l'avverbio "sempre" nella prima frase perchè rende il tutto troppo "estremo".
Per esempio ci sono dei momenti in classe in cui dalla lezione ci si collega in modo opportuno a un evento attuale finendo in un vero e proprio dibattito, e ciò è lecito, se avviene in modo del tutto naturale da parte degli alunni, perchè è sopratutto a scuola che gli studenti possono confrontare le proprio idee; il saper confrontarsi, a mio parere, è molto più importante del latino della matematica e di tutto il resto delle materie scolastiche poichè il confronto è alla base della civiltà.
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