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Fine dell'era della TV

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Il MITO e l'immaginario globale.

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Gio 6 Dic 2007 - 17:27

Vorrei ringraziare Marcovk per la sua simpatica e acuta analisi. Personalmente comprendo le ragioni che muovono alcuni a prendere una posizione così netta di fronte all'opportunità di rinunciare del tutto alla TV. Diciamo che, mettendo sulla bilancia Costi e Benefici la bilancia, per qualcuno pende sui costi: ergo ha senso eliminarla. E' un ragionamento semplice, lineare e corretto a mio avviso, ma non è un paradigma assoluto, né mi pare che Yorick lo intendesse in tal modo. Parimenti, non ha senso demonizzare la TV come se fosse l'unica responsabile dell'incomunicabilità familiare, della mancanza di fantasia dei bambini, sarebbe come scambiare la causa con l'effetto. Casomai della perdita di un immaginario infantile no global, sì, questa secondo me è la vera colpa della TV.
Ma che vuol dire la perdita dell'immaginario infantile? Vi faccio un esempio: oggi un bambino, se qualcuno gli legge la favola di Biancaneve, si immagina tutti i personaggi con le fattezze di quelli disneyani e non ha più la possibilità di immaginarli in modo diverso. Sembra una cosa da niente, ma moltiplicatelo per i milioni di bambini del mondo! Non c'è distinzione fra l'immaginario di un bambino siciliano e quello di un bambino coreano ad esempio sull'oggetto La Sirenetta o Aladino, il che è inquietante.
Poi certo, personalmente trovo che alcuni cartoni disneyani siano delle opere d'arte sia in termini narratologici che in termini registici, ma il prezzo è quello che vi dicevo. Diciamo però, provocatoriamente, che essi costituiscono un nuovo e oggi globalmente condiviso MITO infantile e su questo si potrebbe ragionare a lungo.
Comunque, concordo con l'analisi di Marcovk, anche perché se volessimo ne potremmo dire cose su Internet, altro che se non ha un prezzo anche questo! E comunque:
Parlare genericamente della Tv non ha molto senso. Una cosa è la TV dei DVD dove non c'è pubblicità o altro, una cosa è la TV davanti alla quale il bambino rimane incustodito a fare zapping, una cosa è poi la Tv in rapporto ai bambini, altra cosa è rispetto agli adolescenti, altro ancora rispetto alle famiglie, altro ancora è la dinamica Tv-informazione. Ragionare sul ruolo educativo della televisione per esempio in riferimento ad un bambino che viva in una situazione familiare e sociale estremamente degradata non implica le stesse conclusioni che si trarrebbero se il bambino vive invece in un ambiente culturale e affettivo sano che si presenta come un'alternativa certamente più valida rispetto all'anonima TV.
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Re: Fine dell'era della TV

Messaggio Da Chupacabras il Gio 6 Dic 2007 - 18:35

Innanzitutto secondo me il problema alla base è l'approccio dell'italiano medio alla vita: non ha nessun trasporto per la vita politica del suo paese, se gli fregano soldi non se ne accorge e l'unica cosa che sa fare è gridare negli autobus che i medici non ladri, gli avvocati sono ladri...lo stato è un ladro..tutti sono ladri! Quando non è assorbito totalmente dal suo lavoro l'unica cosa che fa è "ebetare" a casa davanti alla Tv che secondo me non fa altro che sfruttare questo disinteressamento totale alla vita. Io sono sempre del parere che la colpa del declino della tv è dell'uomo, che si comporta perenemente da bambino, che non acquista quella maturità o per meglio dire quella capacità di discernimento. Come dice marco è più facile farsi imboccare le notizie da immagini e da una voce femminile, meglio ancora se è una tutte curve, che andare a leggere i giornali che comporterebbe uno sforzo faticosissimo ( usare il cervello). E poi perchè vivere la vita che è una e una sola se possiamo invece vivere risparmiando energie quella degli altri?? Perchè ??? Non c'è Maria de Filippi e i suoi 200 programmi, non c'è il suo caro consorte????? Restiamo a casa invece di uscire viaggiare, informarci,VIVERE ED ESSERE COSCIENTI DELLA NOSTRA vita e delle nostre facoltà. Poi ci lamentiamo del fatto che gli studenti italiani sono tra gli ultimi nelle graduatorie.. Certo che lo sono perchè la pigriza oramai è nel nostro corredo genetico! Da piccola io la tv la guardavo, poi però sono cresciuta, ho capito tante cose e ho impugnato e preso coscienza delle mie facoltà intellettive a 360 gradi! Per me l'italiano medio è un eterno bambinone...con vuole cresciere..ninete di più!

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Re: Fine dell'era della TV

Messaggio Da Claudia il Gio 6 Dic 2007 - 18:58

vegetro4C ha scritto:Concordo pienamente con Melissa...per quanto riguarda la TV italiana!!!!
I programmi che cominciano a circolare sulle reti della mediaset non mi piacciono più
mi sanno..appunto...di Spazzatura!!!!

Solo italiana non direi.. la maggior parte di questi "programmi spazzatura" sono format.. e anche se Amici, Maurizio Costanzo Show, Uomini e Donne non dovessero esserlo esistono, nel resto del mondo, programmi che hanno la loro stessa "funzionalita" ovvero quella di ADDORMENTARCI, SEDARCI, farci credere che il mondo si ferma davanti a petti e fondoschiena, liti e schiamazzi..
Le cose davvero importanti, quelle che ci riguardano in prima persona come cittadini noi non le conosciamo, perche se pensiamo che la tv ci dica tutto e lo dica bene, che ci dia della sana informazione ci sbagliamo di brutto!
I giornalisti sono sotto il controllo di "coloro che hanno la presunzione di dirsi politici". Non c'è liberta di stampa, di parola e di pensiero!
Si signori! Neanche di pensiero! Perchè pensiamo ciò che LORO vogliono che noi pensiamo.. imbottendoci la testa di cretinate!

Nonna papera sono i Capi del mondo, la televisione è il cucchiaio, quello che vogliono farci pensare è il ripieno, e noi siamo il loro TACCHINO

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Risposta a Marco 4L

Messaggio Da Yorick il Gio 6 Dic 2007 - 21:56

Con questo messaggio provo a rispondere a Marcovk, con il quale mi complimento per lo spunto interessante, per l'ironia e per la scrittura gradevole.

La tua argomentazione si divide in due parti, ma nella prima confermi sostanzialmente quello che dico io, ovvero che, ad esempio, la chitarra o la baguette non trasmettono il messaggio della violenza, non hanno niente a che fare con il messaggio della violenza, anche se "impropriamente" possono essere usati come corpi contundenti. Il messaggio proprio della baguette sarà quello di sfamare e quello della chitarra di rallegrare, intrattenere, emozionare, comunicare, vedi un po' tu, infatti la povera ragazza resterà del tutto sorpresa dall'essere colpita da una chitarra, non è questo il suo proprium, non è questo che la ragazza si aspetterebbe dalla chitarra (e neanche da te, onestamente). Il messaggio implicito del coltello è la violenza, se tu non lo usi per fare violenza, posso solo rallegrarmene momentaneamente, ma non posso scacciare mai del tutto questo pensiero. Quindi, mi pare che la prima argomentazione viene incontro proprio a quello che dicevo io.

La seconda tocca un tema molto più complesso. Sostanzialmente tu sei ottimista, cioè ritieni che con una buona dose di pensiero critico si possa discernere la cattiva dalla buona informazione in qualunque mezzo essa si presenti. Su questo sono d'accordo con te e proprio per questo ti invito a diffidare fortemente dei mezzi troppo potenti che sono controllati da pochissime persone. Oggi il sistema dell'informazione globale è quasi completamente controllato da pochissime lobby. I giornali attingono le notizie da 4 o 5 agenzie di informazione mondiali. Le televisioni sono proprietà di pochi magnati. Pensa anche a uno come Murdoch che nel mondo anglosassone e non solo possiede centinaia di giornali e canali televisivi, che condiziona direttamente. Questo non significa che un uomo solo possa esercitare un controllo minuzioso su tutte le notizie, ma che ad esempio possa non far passare alcune notizie, magari quelle fondamentali, oppure battere sempre su uno stesso tasto. Ad esempio, ma tu credi che tutti i video di Bin Laden che continuano a circolare e che arrivano sempre al momento giusto siano veri? Video che si è dimostrato sono tagliati e ricuciti centinaia e anche migliaia di volte e che vengono trovati nascostissimi nella rete mai dalla CIA, mai dall'FBI, mai da qualche servizio segreto occidentale, ma sempre e solo da da un ente privato israeliano? Sempre loro li scovano? Eppure una volta che mandano la notizia a due o tre agenzie tutti i giornali e telegiornali la riprendono e la gente è convinta che Bin Laden esista e che minacci ecc. ecc. Per moltissimi il mondo che esiste è il mondo che viene rappresentato dalla TV. Ma è veramente quello il mondo che esiste? O forse sta accadendo altro? E se sette telegiornali su sette in Italia danno la notizia di un nuovo video di Bin Laden è quello il mondo che esiste? O forse sta accadendo altro. Da questo punto di vista internet è una manna per chi ha senso critico e sa selezionare le informazioni con un minimo di intelligenza. Ma presenta un problema enorme: che la massa di informazioni è impressionante e scoraggiante e occorre molta finezza e anche intuito per fidarsi, vagliare le fonti, e poi ci vuole molto tempo. Moltissimi sono quelli che, fiaccati da una giornata di lavoro opprimente e alienante, hanno a stento la forza di accendere la TV e sorbirsi quello che il Totem dice. E questo il Potere lo sa. Io non sono così ottimista circa la possibilità di essere veramente ben informati su quello che accade nel mondo. Però un po' di ottimismo lo recupero leggendo interventi come i tuoi perché vedo che ci sono ancora tanti giovani che sono alla ricerca e non si accontentano e vogliono capire e questo è veramente confortante. Personalmente, l'avrai capito non amo la TV, preferisco la relazione. Fosse stato per la TV, noi due, non ci saremmo mai parlati. In gamba
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fine dell' era della tv

Messaggio Da Rachele rap il Ven 7 Dic 2007 - 17:40

Salve a tutti
sinceramente ho trovato acuto l' intervento di Marco 4l ed interessante è anche quello del proff. Salerno.Devo dire che mi ha colpito l' intervento di chuacabras, trovo che quella illustrata da lei sia una triste verità; gli Italiani siamo sempre più pigri e spesso invece di uscire si preferisce restare davanti alla televisione a farsi riempire il cervello di immagini ipnotizzanti e informazioni parzialmente vere.Secondo me sarebbe il caso di cercare di capire quanto è vero delle notizie che vengono continuamente diffuse(ovviamente in TV) e ovviamente sarebbe meglio se le informazioni comunicate dai tg fossero più oggettive e i programmi trasmessi di migliore qualità.
[i]Rachele rap

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Yorick, salvaci tuuuuuuuuu .....

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Ven 7 Dic 2007 - 17:58

Perché non ci facciamo dare da Yorick almeno un paio di siti di controinformazione o di informazione pressocché indipendente? Sarebbe carino che tutti noi leggessimo la stessa notizia data in due modi diversi o meglio le notizie date e quelle taciute e ci interrogassimo insieme! Lo so che non è facile, Yorick, ma ci sarà pure qualcosa che si può fare per noi povere vittime della disinformazione televisiva!!! Spegnere la TV sarà pure un passo avanti, ma ... poi?
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risposte volanti alla rondine

Messaggio Da Yorick il Dom 9 Dic 2007 - 2:04

Non si tratta di avere dei siti di riferimento e basta, si tratta di cercare in prima persona. Di porsi degli interrogativi e cercare le risposte.

Per quanto riguarda i cartoni disneyani di cui parlavi in un precedente intervento sono d'accordo con la perdita dell'immaginario collettivo, ma non sono assolutamente d'accordo circa la loro presunta qualità artistica e narratologica. Vistone uno li hai visti tutti: il complesso mondo delle fiabe è ridotto a semplice "fantasy". Io li trovo insopportabili. Le fiabe dei fratelli Grimm, della tradizione popolare italiana e dei vari paesi sono dei veri capolavori di narrazione con profondi significati psicologici ed esistenziali. Nelle riduzioni disneyane tutto ciò si perde, resta solo una patina di magica superficialità. Che tanto piace. L'omologazione dell'immaginario collettivo è però più una responsabilità del cinema che della TV, che mantiene ancora un forte carattere nazionale, per via della lingua e nonostante i format.

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Capolavori

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Dom 9 Dic 2007 - 19:24

Quando Riccardo aveva tre anni vide il suo primo cartone disneyano: la Sirenetta. Come i bambini fanno sovente, lo rivide almeno un centinaio di volte e anch’io con lui. Io stessa lo piazzavo qualche volta davanti alla Sirenetta (madre Snatura!) e ne approfittavo per lavare i piatti, fare lo straccio, venire a capo di qualcosa in casa. Dunque ascoltavo le battute del cartone e non vedevo le immagini che del resto, per averle viste già molte volte, conoscevo abbastanza in dettaglio. E insomma della Sirenetta feci, mentalmente, l’analisi del testo completa. Analizzai a mente l’intera sceneggiatura, colonna sonora compresa e naturalmente analizzai anche le scelte registiche. Risultato? Confermo: capolavoro di una finezza psicologica introvabile in un film per adulti, sono pronta a darne testimonianza, pronta a sfidare chiunque su questo terreno. Se vuoi, prendiamo una sequenza e ci confrontiamo, sarebbe una bella competition e secondo me appassionerebbe anche i ragazzi. Dici che, visto uno, li hai visti tutti. E no, Yorick, no, qui ti sbagli, ti sbagli proprio. I cartoni disneyani che non sempre mi fanno simpatia (quanto meno non tutti. Per esempio evito che Riccardo veda Shrek 2 che è un capolavoro assoluto ma non è per niente adatto ai bambini, e comunque non è disneyano) hanno spesso un sottotesto straordinario, poetico, di una finezza psicologica inarrivabile. Non sono per niente standardizzati, non sono affatto così hollywoodiani come si crede, ma certo, bisogna saperli guardare. Le prime volte che vedevo la Sirenetta alla fine mi commuovevo.
Tu, Yorick, magari non mi conosci da molto, ma mi conosci abbastanza per saper che io non sono una dalla lacrimuccia facile, che in fatto di cinematografia un po’ di buon gusto ce l’ho e che se ti dico che alcuni cartoni di Disney vibrano di poesia, forse dovresti sospettare che in quel che dico possa esserci qualche particella di verità. Confermo anche che rimango dell’idea che l’immaginario dei bambini abbia subìto una standardizzazione e questo secondo me è il prezzo più alto.
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