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Gli Indifferenti - Moravia

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da ely-mao il Sab 24 Nov 2007 - 22:58

NON PENSARE DI ESSERLO, CONVINCITI DI ESSERLO
è il giorno della morte che dà valore alla vita
I DON'T NEED TO FIGHT TO PROOVE I'M RIGTH, I DON'T NEED TO BE FORGIVEN
LA CONOSCENZA HA POTERE SULLA SOFFERENZA

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Ve la spiego io com'è la storia...

Messaggio Da Vincenzo il Dom 25 Nov 2007 - 1:36

Poveri comuni mortali! ok vi renderò partecipi dei miei pensieri. Premetto che, usando un gergo tecnico, questo libro “mi è calato storto” fin dalla prima pagina. Nonostante tutto mi ha incuriosito questo Michele che senza pensarci troppo insultava il “povero” Leo così apertamente e che sembrava non voler essere vittima innocente delle sue magagne. Ma poi..che delusione.. dopo poche pagine si scopre la sua vile natura di paramecio che non è altro. Fa quindi finta di riconciliarsi e si fa mettere i piedi sopra la testa. Complimenti.. d’accordo che sono tutti indifferenti ma, caro il mio cretino, conservatelo un briciolo di orgoglio e non abbracciare quella feccia ambulante (Leo)che oltretutto ha la carica sessuale di un quattordicenne! Ma va bene, sono indifferenti e l’amico Moravia deve comunque andare avanti con il suo libro.

Lasciamo stare gli scherzi e tutte le cattiverie che si potrebbero dire su Carla e il suo dubbio Amletico: “Mi concedo, non mi concedo” e sulla zitella acida che, “mischina”, è all’oscuro di tutte le zozzerie che accadono nella villa e dintorni (ma sarà veramente all’oscuro??? Se il buon Moravia non fosse passato a miglior vita in seguito alla notizia dell’amore del prof. Salerno per la filosofia, scaturito dalla lettura dei suoi libri, potremmo chiederlo direttamente a lui! Ma sorvoliamo..).

Se lo scopo di Moravia era quello di infondere nel lettore un senso di disgusto, aberrazione, sdegno, insofferenza, noia, irrequietezza, ansia, rabbia mista alla stessa indifferenza…bene, allora il nostro amico è un genio, perché se quelli appena elencati fossero sintomi di una malattia gravissima, io sarei morto già alla fine del primo capitolo. L’intreccio è ovviamente perverso e a tratti rivoltante, come del resto le menti, sempre indifferenti, dei protagonisti. Tutto questo non può che creare un’indifferenza schifata da parte del lettore. Come si potrebbe rendere meglio una realtà aberrante, se non con una finzione altrettanto aberrante?
Trasportando tutto nella realtà, parliamoci chiaro: prima o poi tutti ci siamo trovati ad essere indifferenti al mondo e addirittura alle situazioni più vicine a noi. Ovviamente Moravia estremizza “un po’ assai” la situazione ma tuttavia rende bene l’idea di base (cioè che l’uomo sa diventare amorfo e insignificante quando vuole).
Comunque viene descritto uno scenario arido, privo di una qualsiasi bellezza. ‘Na schifezza in parole povere. Poi, ditemi se è solo una mia impressione ma la prolissità di certi monologhi non è in contrasto con la presunta indifferenza e apatia dei personaggi? Insomma, in alcune circostanze ci si sofferma pagine e pagine su riflessioni, proiezioni future, progetti (loschi o meno) e a mio parere un indifferente non perde tempo a studiare e ristudiare una situazione che non lo riguarda. Alla fine l’unico indifferente mi sembra Michele. E’ l’unico a cui “unni ci chiovi ci sciddica”. Non gliene importa nulla se la madre perde la casa, se la stessa viene presa in giro da Leo, se Leo si approfitta della sorella, anzi, non ha scrupoli nel pensare e nell’affermare apertamente progetti e idee che sono totalmente privi di qualsiasi forma di affetto. E se alla fine la sua unica preoccupazione sembra quella di salvare la casa a costo dell’onore di Carla, credo sia solamente puro egoismo il suo. E’ talmente smidollato che non carica nemmeno la pistola (metafora, come abbiamo detto oggi, dell’intero quadro) con cui avrebbe voluto uccidere Leo.
E Leo? Questo personaggio è un semicapolavoro a mio avviso. Mette nel sacco tutti, senza distinzioni. Alla fine non so però se ne esce con un bilancio in positivo o in negativo. L’unica che non riesce a ingannare è Lucia, ma su questo devo ancora pensare… Tuttavia anche lei era stata ingannata da Leo anni prima, quindi considerando questo fatto, nemmeno lei risulterebbe “pulita”… boh… Nessuno di noi ha ben capito Lisa..eppure è importante…

Ora, per il gioco “DEFINISCILO CON DUE PAROLE”:
Michele: Stratega fallito, codardo
Mariagrazia: debole, insicura
Carla: insicura2, immatura
Leo: fimminaru Twisted Evil(concedetemelo), inconsistente
Lisa: è un’incognita ma ha più importanza di quello che sembra.

No, no, un attimo. Io due parole in più su Carla le devo spendere, non posso tenermi tutto dentro. Allora ditemi cosa ne pensate ma a me sembra un incrocio tra Mondella Lucia (in arte Sconsolata) e la figlia dell’illustrissimo ingegner Ugo Fantozzi. Un’indecisione totale che mi faceva venire voglia di strappare le pagine e ingoiarle fino a strozzarmi. “ mi concedo o non mi concedo?”, “vado a casa sua o non ci vado?”, “lo dico a mammà o non lo dico a mammà?”. Ma che angoscia!! E poi, una volta presa la decisione e consumato il misfatto, che succede?! “ma avrò fatto bene o non avrò fatto bene?”, “cambio vita o non cambio vita?” ,” e ora perché dorme?”, “ e ora perché non si sveglia e mi abbraccia?” . MEEEE, MAI UNA VOLTA CHE DICESSE “m’ammazzo o non m’ammazzo?”!!!
basta mi sono sfogato.

Ultimo punto: la forma. Sono d’accordo con Cristina. Va bene, la forma potrebbe essere artificiosamente e apparentemente poco curata al fine di trasmettere un dissesto generale all’interno della vicenda…va bene… Ma dico: vuoi fare delle metafore o vuoi usare delle perifrasi per esprimere un concetto in modo diverso e fare una miglior figura??? ….stai zitto… zitto che è meglio. Zitto se devi usare delle metafore scontate e a tratti banali. Oh, magari non ho colto la vera essenza, non lo so!

Opera edificante? Sia si che no. Non è detto che sia edificante solo ciò che proponga un modello “positivo” o moralmente corretto. Mi viene in mente l’esempio medico classico: il vaccino. Pur essendo atto a difendere l’organismo da una determinata malattia, non contiene esso stesso il virus che dovrebbe combattere? Quindi non vedo perché non possa essere edificante la proposta di una visione “negativa” che serva come termine di paragone per il lettore.

Adesso basta che è tardi..o presto, dipende (si, tutto è relativo)…comunque io ho già sprecato il mio budget di minuti ragionativi giornaliero e vi saluto…

Come nick per la prof propongo la candidatura di “magistra-azzikkans”
Prof, se ha difficoltà a tradurre non esiti a domandare.

Vincenzo

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1.55 Gb di Kubrik tanto per gradire...

Messaggio Da Vincenzo il Dom 25 Nov 2007 - 1:53

ah dimenticavo...se tutto andrà per il verso giusto, per martedì dovrei scaricare "Barry Lyndon".. professore, in ogni caso lo porterò appena mi sarà possibile...

Vincenzo

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Yorick il Dom 25 Nov 2007 - 2:13

Il lupo si aggira di notte, vedo. Molto bella e ricca e spiritosa la tua analisi de Gli indifferenti, mentre quelle altre ciarlavano dall'altra parte. Buonanotte

Yorick

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Cristina il Dom 25 Nov 2007 - 10:04

Concordo in pieno con Vincenzo (giuro, non ci siamo messi d’accordo per far fare mala cumpassa a Moravia...) però devo dire che, secondo il mio modesto parere, un opera è edificante quando è possibile “erigere” qualcosa su determinate considerazioni. Io invece penso che, dopo una lettura simile, non possa erigersi praticamente nulla, in nessun luogo! Naturalmente potrei erigere qualcosa prendendo in esame un “Anti-Moravia”, un romanzo che è tutto il contrario di quello che Lui ha scritto, ma se così facessi, allora, non si parlerebbe più di Moravia in sé, che descrive un ambiente di degrado totale della classe borghese e addirittura se ne compiace! Prendendo in esame “Gli Indifferenti” come un romanzo edificante -ancora secondo me- traviseremmo le intenzioni dell’autore che sono puramente descrittive.
Probabilmente dovremmo stipulare una convenzione riguardo il termine “edificante”.
Probabilmente il problema è che a me questo romanzo non ha insegnato proprio niente, neanche a scrivere meglio!

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Vince Vincenzo

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Dom 25 Nov 2007 - 11:27

Grande Vincenzo! Guarda, hai scritto meglio che in qualunque compito in classe, la cosa mi fa riflettere ....
Martella (non è perfetto?)

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Claudia pinki poffi! il Dom 25 Nov 2007 - 11:38

Mmmmmh.. sarò strana ma a differenza dei miei comp non è Michele il personaggio che più ho detestato!anzi,credo di aver scorto nel comportamento del giovane un malcontento dovuto certamente alla madre,la sua indifferenza traduceva un senso di inadeguatezza,di isolamento da parte degli stessi familiari.Insomma,questi nn si badavano molto di lui e delle sue opinioni,ed egli si comportava di conseguenza.E' vero che essendo l unico a poter cambiare la propria condizione,non ha posto i mezzi per farlo...è anche vero che ciò nn è derivato da una sua scelta,presa cosi una mattina,ma da qualcosa che lo ha plasmato giorno dopo giorno da sempre!
Carla..beh,carla nn sn riuscita bene a capire se agisse unicamente per migliorare ma per fare un dispetto alla madre!rimango comunque ferma nel pensare che ella rappresenti il classico tipo immaturo e indeciso,che in quanto tale sogna ma appena quanto immaginato si concretizza,prevale il senso di angoscia.
Mariagrazia è una donna davvero orribile!non so come mi potrei sentire io ad avere un genitore tanto concentrata su se stessa,desiderosa di apparire a discapito della figlia,fingendo di preoccuparsi per il futuro dei "pargoli" per non perdere in realtà la villa...!

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da AdyD4MiSSUnZ il Dom 25 Nov 2007 - 14:17

Secondo me bisogna anche apprezzare il realismo di Moravia; è vero a mio parere, come ha scritto Vincenzo, che l'uomo talvolta muti o possa mutare in un essere "indifferente" seguendo il modello che ci mostra Moravia. Niente che non abbiamo mai visto: una ragazza indecisa, una madre egoista ed egocentrica, un ragazzo dai sentimenti ormai del tutto spenti, un'altra donna che segue semplicementele regole della società in cui vive -falsità, ipocrisia, agire per convenienza, apparire come dicono gli altri- e un uomo che funge da volpe di tutta la storia, anche lui con i suoi difetti certo, ma con una furbizia che scova i punti deboli altrui al fine di ottenere la qualsiasi. Leo non ci resta fregato neanche una volta se non quando si dirige da Lisa e viene rifiutato, ma su quello non c'erano dubbi, è una donna innamorata, non torna mica nelle braccia di un uomo per cui non prova più sentimenti rischiando di perdere l'altro per cui è totalmente persa.
Reputo l'analisi di Moravia eccezionale; il modo stesso di scrivere è eccellente, in perfetta sincronia con i personaggi stessi. E' proprio grazie a questa angoscia che scaturisce dai suoi vocaboli che comprendiamo a fondo la personalità di questi personaggi. Le continue ripetizioni di alcune parole -da indifferenza a libidine- rendono il concetto da esprimere quasi ossessivo al punto che in un certo senso ci porta a inoltrarci liberamente non solo nei sentimenti dei personaggi, nelle loro passioni -è il caso di Leo- ma anche nelle loro sofferenze -è il caso di Carla, di Michele e ogni tanto anche di Maria Grazia e di Lisa-.
Beh, ormai si sarà capito che il libro mi è piaciuto Very Happy
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Ciao

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Lun 26 Nov 2007 - 23:35

Ciao, Jessica! Benvenuta anche tu!
Marta Aiello

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Dell'arte morale

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Mer 28 Nov 2007 - 20:38

Scusate, ma vorrei sentire il vostro parere su questa questione:
La letteratura, o più in generale l'arte deve, secondo voi, contenere un messaggio positivo, edificante, in una sola parola: morale?
Vi aspetto numerosissimi, non è mica una questione da poco, voglio proprio sentire cosa ne pensate!!!! study study
Marta Aiello - hirundo hiberna
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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Claudia pinki poffi! il Mer 28 Nov 2007 - 21:02

mah,fino a poco tempo fa le avrei certamente risposto che doveva essere tale,in quanto l'arte aveva il potere di far fuggire dalla realtà,disegnando dunque una realtà ideale e spingendo il lettore(nel caso di un libro) ad intraprendere una strada positiva.
Ora...poichè adesso nella mia testa scorrono frasi e appunti del nostro caro Machiavelli e di Moravia,sono alquanto confusa!
certo,riproducendo gli aspetti meno morali della vita di un uomo(ora lo sto-credo-incominciando a capire:confused: ) si fuò fare arte.
Le diverse sfaccettature proposte,sebbene non ci riguardino personalmente,altro non traducono che un vero personaggio,in tutto il suo profilo psicologico,nel bene o nel "meno bene"(non credo infatti che un uomo possa essere del tutto dominato dal male)il che certamente è possibile attraverso un accurato studio.
Insomma,non so se ho colto proprio la questione o se ho spiegato bene quanto intendo dire... rabbit

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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Claudia pinki poffi! il Mer 28 Nov 2007 - 21:06

scusate se intervengo nuovamente ma mi sono resa conto di aver cancellato un pezzo Laughing nel quale sostanzialmente dicevo che appunto rappresentando i lati psicologici di personalità estranee a noi,sono comunque ritratto di qualcun'altro.E dunque potremmo essere portati a guardare sotto nuovi punti visti quel che esiste realmente e a capire come confrontarci con esso.
Giusto? Question

Claudia pinki poffi!

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Spiegamelo ancora, ti prego!

Messaggio Da Hirundo Hiberna il Mer 28 Nov 2007 - 21:15

Cara pinki-poffi, perdonami, ma non sono sicura di aver capito cosa vuoi dire. E tu?
Scherzi a parte, ripeto e chiarisco:
l'arte (non solo la letteratura ma il teatro, la pittura, la musica, etc.) deve rappresentare dei contenuti morali?
E cioé, deve per esempio proporre una visione della vita e dei personaggi che costituiscano per il fruitore (il lettore, lo spettatore, l'ascoltatore, etc.) dei modelli da seguire nella sua vita?
Marta Aiello - hirundo hiberna
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Re: Gli Indifferenti - Moravia

Messaggio Da Claudia pinki poffi! il Mer 28 Nov 2007 - 21:53

proooooooof!!!!!!!!!!!
io intendevo...l'arte non si propone di aiutare il lettore a cambiare la propria vita,ma a scorgere e capire i punti di vista altrui...
o no? scratch

Claudia pinki poffi!

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L'arte è arte

Messaggio Da Vincenzo il Mer 28 Nov 2007 - 21:58

L’arte, come massima espressione della creatività e dell’ intelligenza, a mio parere, nasce come BISOGNO improrogabile della mente di esternare un’alterazione delle emozioni.
Per essere definita tale, l’arte DEVE provocare turbamento, sia che esso arrechi inquietudine o angoscia (e simili), sia che arrechi emozioni opposte. Per far sì che ciò avvenga, sono necessarie: tecnica, passione e armonia.

La prima è essenziale e si può ben capire il perché e potrebbe (ripeto: potrebbe)bastare a fare dell’arte.
La seconda è assolutamente necessaria affinché prenda forma l’estro dell’autore creando qualcosa di unico che, poiché nato dal patos (oddio avrò scritto una cretinata??), emozionerà certamente.
La terza, l’armonia, è quella che rende perfetta una creazione. E’ ciò che la rende “arte”. Combina l’abilità, che la maggior parte degli uomini potrebbe acquisire, con il gusto, la sensibilità e la creatività individuale e inoltre fonde entrambi questi elementi rendendo la sua bellezza palese a tutti, indifferentemente dalle preferenze personali. Questa (comprensiva di questi tre elementi )è arte.

Arte moralizzante? Può CONTENERE si una determinata visione della vita ecc (ed è più che normale, qualunque sia il messaggio)…ma non ritengo che DEBBA essere necessariamente così, altrimenti non sarebbe arte ma solo un modo per divulgare i propri pensieri o quelli di chi commissiona un’opera. Ripeto: nulla toglie che un libro, un film, una statua, un monumento abbiamo, oltre a un valore artistico, uno moralistico, ma le vere “meraviglie” dovrebbero andare oltre ogni intento di tal specie (ma qui si parla di perfezione assoluta...non sarà un po' platonico questo concetto?!?!). A questo bastano le fiabe (che, attenzione, nel loro ambito rappresentano sono anch’esse forme d’arte…ma non come la intendo io )… Spero di essere stato chiaro.

Professoressa, me la invia tramite e-mail la foto che ha come immagine personale?? La devo mettere come sfondo nel portatile della scuola al posto di quello che ha messo il IA!!

Vincenzo

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