L'idea platonica dell'amore:una questione comune
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
ma è stata una generalizzazione certo non posso mettere tutte le annate:undicenni,dodicenni,tredicenni,quattordicenni,quindicenni, e cosi via tu che dici??e poi ha ragione gianca dovremmo tornare a Platone

Raffaele
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
sono d'accordo anche io con giancarlo,ma non ho potuto fare a meno di difendere la categoria cui appartengo!!!


martina
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
il fatto che io contesti, così come fa martina, non vuol dire che hai ragione tu... vuol dire semplicemente che espongo la mia idea che è differente dalla tua!!! e poi pure le zitelle quarantenni sognano il principe azzurro...

Enrika
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
si infatti tornate a Platone poverino che l'amico messo in ombra con raoul bova!! Questa era solo una piccola parentesi 

Enrika
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
scusate: l'avete messo in ombra

Enrika
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ONE MOMENT
Parentesi non molto sensata,aggiungerei.
Allora cerchiamo di reincanalare il dibattito sulla via maestra.
Raffa ha scritto:
Se hai questa concezione dell'amore adolescenziale moderno,ti posso assicurare che invece è agli antipodi con quella ellenistica.Si perchè questo "trasporto dei sensi" (che altro non è se non fisiologica esplosione ormonale)
allora veniva "guidato" dal maestro,che non insegnava al giovane solo astronomia e filosofia ,ma anche come cercare di controllare le proprie passioni.Oggi i ragazzi sono sentimentalmente allo sbaraglio:non parliamo con i genitori nè con altre persone con più esperienza della nostra;rinchiudiamo le nostre insicurezze sotto il lucchetto della privacy e le liberiamo ogni tanto,quando abbiamo bisogno di confidarci con amici/che del cuore,che possono anche volerci tutto il bene del mondo ma hanno la nostra stessa età ,quindi le nostre stesse problematiche, quindi non ne sanno nulla più di noi.E' come copiare un compito in classe dal compagno di banco:chi ci dice che il suo sia migliore del nostro???
Invece,confidarsi con una persona più matura è come copiare dal secchione della classe:a meno che uno non sappia manco leggere e trascrivere,non dovrebbe avere problemi
Con buona pace del signor Bova
Allora cerchiamo di reincanalare il dibattito sulla via maestra.
Raffa ha scritto:
Raffaele ha scritto:Io non credo che l'amore ai tempi di Platone sia tanto differente dal nostro.Oggi giorno vi sono solo i sogni romantici delle bambine quattordicenni,che immaginano ancora di trovare il loro "principe azzurro"(come raul bova & company)oppure si fanno trasportare dai sensi che inducono in loro un falso sentimento d'amore verso una persona perdendo la razionalità e si trovano sconvolte e turbate,per questo il sentimento che per loro è amore viene definito distruttivo.Io stesso ancora non ho trovato una risposta a cosa è l'amore e non sò neanche se qualcuno potrà mai darmela ma sicuramente non è questo.
Sò perfettamente che questo intervento è molto discutibile da parte vostra ma l'ho scritto consapevolmente
Se hai questa concezione dell'amore adolescenziale moderno,ti posso assicurare che invece è agli antipodi con quella ellenistica.Si perchè questo "trasporto dei sensi" (che altro non è se non fisiologica esplosione ormonale)
allora veniva "guidato" dal maestro,che non insegnava al giovane solo astronomia e filosofia ,ma anche come cercare di controllare le proprie passioni.Oggi i ragazzi sono sentimentalmente allo sbaraglio:non parliamo con i genitori nè con altre persone con più esperienza della nostra;rinchiudiamo le nostre insicurezze sotto il lucchetto della privacy e le liberiamo ogni tanto,quando abbiamo bisogno di confidarci con amici/che del cuore,che possono anche volerci tutto il bene del mondo ma hanno la nostra stessa età ,quindi le nostre stesse problematiche, quindi non ne sanno nulla più di noi.E' come copiare un compito in classe dal compagno di banco:chi ci dice che il suo sia migliore del nostro???
Invece,confidarsi con una persona più matura è come copiare dal secchione della classe:a meno che uno non sappia manco leggere e trascrivere,non dovrebbe avere problemi
Con buona pace del signor Bova

Giancarlo_Samperi
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Desiderio e Ragione
"La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non sono la stessa cosa: l’amore è desiderio fattosi saggio. L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare. (...) Il male nasce sempre dove l'amore non basta".
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L'Eros è desiderio
L'amore di cui parla Platone nel Simposio è Eros, non altro genere d'amore. Nel dialogo tra Diotima e Socrate emergono tre definizioni di Eros, che si completano e superano progressivamente:
Eros è desiderio di possedere il bene per sempre
Eros è desiderio di generare e partorire nel bello.
Eros è desiderio di immortalità.
Eros è desiderio di possedere il bene per sempre
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Eros è desiderio di immortalità.

Yorick- Admin

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Parafrasando Socrate (Platone)
Sarebbe davvero bello, Yorick, se la sapienza fosse in grado di scorrere dal più pieno al più vuoto di noi ...
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
Nel mito della caverna di Platone l'amore è interpretato dalla persona che riesce a farti uscire dalla caverna o come il percorso che ti porta a vedere la luce,ma il dolce stil novo ha preso anch'esso spunto da Platone o sbaglio??

Raffaele
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Angeli e demoni, mediatori fra l'umano e il divino
Il Dolce Stilnovo professa un amore spirituale, in cui la donna è l'angelo che dà salvezza attraverso il saluto. La donna è il tramite tra l'uomo e Dio. Sì, decisamente la concezione amorosa dello Stilnovo ha molto in comune con quella platonica. L'amore per gli uni e per l'altro è costruzione, pulsione positiva, mezzo di elevazione spirituale. Che ne pensate? E' questo secondo voi che dovrebbe essere l'amore?
HH
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Re: L'idea platonica dell'amore:una questione comune
A me è piaciuto Catullo.E Catullo,si sa,non propende certo verso una visione costruttiva dell'amore.Catullo e il Dolce Stilnovo.Che non sono forse due realtà di per sè discordanti.E un pò il noto "Odi et amo"del suddetto poeta.Amore come passionalità struggente,che sembra riuscire a far annegare l'animo umano.. a farlo annegare si,ma in un mare di dolcezza.. Che poi la sofferenza non sia altro che la diretta continuazione della perdita di quella condizione sì passionale,sublime,ma effimera è legge umana.. e se amore è un circolo di gaudio e mestizia,e se,come affermava colui che era "vesano",pazzo d'amore per lesbia,non c'è vita senza amore,non si può ridurre l'amore a sola pulsione positiva nè tantomeno a totale disorientamento,desolazione,distruzione dell'anima..
A volte (troppe volte) ritornano.
Ma pò con l'accento non lo avevamo tumulato appena qualche giorno fa? 

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