Ugo Foscolo Superstar
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Re: Ugo Foscolo Superstar
Arriviamo ad una conclusione pacifica....Non ci capiamo!
Realismo, Materialismo, sono correnti di pensiero.
La scienza non è una corrente di pensiero, uno scenziato serio non "professa", va avanti, sconvolgendo o ampliando le conoscenze già acquisite.
Uno scienziato non si pone il problema del "fine" di una scoperta, o del "fine" di ciò che osserva.
Realismo ingenuo, concetti tipici della scienza contemporanea... giriamo e rigiriamo sempre sulle parole, il tutto è basato sulle parole e sul pensiero, se la pensiamo una cosa c'è se non pensiamo allora quella cosa non c'è.
Noi lo chiamiamo sferoide perchè per noi è uno sferoide quando in realtà non è nulla, ed è solo grazie al linguaggio che possiamo comunicare la nostra idea sulla sua forma.
E basta! Questo è appiattire il mondo per innalzare l'uomo.
Non sarò mai un filosofo brillante per aver ragionato a lungo sull'uomo stesso o per aver elaborato qualche stravagante teoria su tutto e nulla in particolare, anche se amo discutere di astrazioni riguardanti l'uomo, di etica, di morale e di filosofia, il senso di una ricerca per me resta la scoperta, la scopertà di una verità universale.
Prendiamo in considerazione un pianeta, noi lo definiamo sferico, ma se l'uomo non esistesse, giustamente non sarebbe "sferico" per qualunque altro osservatore non umano (dato che "sferico" è una creazione linguistica dell'uomo per definire qualcosa), ma avrebbe, se si usa lo stesso sistema di riferimento, per chiunque sempre la stessa forma, definirlo "Sferico" o "Padella" o "Ranfnds" non cambia la natura propria dell'oggetto osservato.
Io ribadisco, non esiste il pane senza farina.
Il pane è il nostro pensiero, la farina è ciò che noi chiamiamo atomi.
Non è non può esistere la materia senza il pensiero, ma non può esistere il pensiero senza materia, dato che, è accettato nelle comunità scientifiche, il pensiero è materia, o meglio se non ci fosse cio che noi chiamiamo materia, noi non esisteremmo. E' una questione di ingredienti iniziali e risultato finale, tutto qui, il risultato non si avrà mai senza gli ingredienti.
Questo è filosofare? Io credo di si, poichè è speculare.
P.s. Ma era bravo in matematica?? Siamo tutti liberi di pensarla come vogliamo, ma non c'e nulla di più concreto e di più usato per finalità pratiche della matematica.
Realismo, Materialismo, sono correnti di pensiero.
La scienza non è una corrente di pensiero, uno scenziato serio non "professa", va avanti, sconvolgendo o ampliando le conoscenze già acquisite.
Uno scienziato non si pone il problema del "fine" di una scoperta, o del "fine" di ciò che osserva.
Realismo ingenuo, concetti tipici della scienza contemporanea... giriamo e rigiriamo sempre sulle parole, il tutto è basato sulle parole e sul pensiero, se la pensiamo una cosa c'è se non pensiamo allora quella cosa non c'è.
Noi lo chiamiamo sferoide perchè per noi è uno sferoide quando in realtà non è nulla, ed è solo grazie al linguaggio che possiamo comunicare la nostra idea sulla sua forma.
E basta! Questo è appiattire il mondo per innalzare l'uomo.
Non sarò mai un filosofo brillante per aver ragionato a lungo sull'uomo stesso o per aver elaborato qualche stravagante teoria su tutto e nulla in particolare, anche se amo discutere di astrazioni riguardanti l'uomo, di etica, di morale e di filosofia, il senso di una ricerca per me resta la scoperta, la scopertà di una verità universale.
Prendiamo in considerazione un pianeta, noi lo definiamo sferico, ma se l'uomo non esistesse, giustamente non sarebbe "sferico" per qualunque altro osservatore non umano (dato che "sferico" è una creazione linguistica dell'uomo per definire qualcosa), ma avrebbe, se si usa lo stesso sistema di riferimento, per chiunque sempre la stessa forma, definirlo "Sferico" o "Padella" o "Ranfnds" non cambia la natura propria dell'oggetto osservato.
Io ribadisco, non esiste il pane senza farina.
Il pane è il nostro pensiero, la farina è ciò che noi chiamiamo atomi.
Non è non può esistere la materia senza il pensiero, ma non può esistere il pensiero senza materia, dato che, è accettato nelle comunità scientifiche, il pensiero è materia, o meglio se non ci fosse cio che noi chiamiamo materia, noi non esisteremmo. E' una questione di ingredienti iniziali e risultato finale, tutto qui, il risultato non si avrà mai senza gli ingredienti.
Questo è filosofare? Io credo di si, poichè è speculare.
P.s. Ma era bravo in matematica?? Siamo tutti liberi di pensarla come vogliamo, ma non c'e nulla di più concreto e di più usato per finalità pratiche della matematica.
Re: Ugo Foscolo Superstar
Yorick ha scritto: E' una filosofia molto triste; che poi venga abbracciata ciecamente, senza nemmeno rendersi conto del passo che si sta facendo e senza nemmeno avere la capacità di metterlo in discussione, è ancora più triste... Mi dispiace per la durezza delle mie affermazioni, ma per me è molto triste constatare una totale assenza di spirito filosofico e nelle menti più acute (figuriamoci come stanno messi gli altri...)
Dunque mi dispiace per chi non è come me? E' questo che vuole dire?
Io non riuscirei mai a scrivere così tanto a qualcuno che è come me e la pensa esattamente come me.
Grazie per il suo giudizio, onestamente non so in che modo pesarlo, dato che se non stiamo usando i nostri spiriti filosofici adesso allora che stiamo usando?
Cos'è lo spirito filosofico? Non è forse l'amore per la cultura, in tutte le sue forme?Non è il confrontare le proprie idee?
Buonanotte
Scusami Capamatta, tu continui a spacciare per scienza ciò che è solo materialismo. Le scienze contemporanee non sanno che farsene del crasso materialismo che sembri professare, nemmeno lo considerano. Non c'è il minimo spazio per esso nelle scienze contemporanee. Basta pensare alle scienze più recenti come l'informatica e la genetica, dove tutto è linguaggio, codice. Ma di quale scienza parli? Se poi non accetti che la matematica è un'astrazione, di quale matematica parli? Non c'entra nulla il fatto che poi le tecniche utilizzino delle astrazioni matematiche per produrre oggetti tecnologici inesistenti in natura. Ritratto solo l'averti accusato di mancanza di spirito filosofico, perché in effetti ne hai, altrimenti non saresti qui a discutere animatamente con me. Nell'esempio che fai nel precedente post, però, non devi sostituire a "Sferico", "Padella" o "Ranfnds", perché in assenza di lingua e pensiero non puoi sostituire nulla. Ovvero, quando tu sopprimi tutti gli uomini e sopprimi anche l'ultimo, immagini un'intelligenza extraumana con una lingua in cui "sferico" si dice "padella" o "ranfnds" e ricadi al punto di prima, senza contare il fatto che è sempre un uomo, CapaMatta, che fa tutti questi esperimenti mentali. Ergo, dal pensiero non si può uscire. Buonanotte.

Yorick- Admin

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Lasciatemi la farina.
Ci ho dormito sopra, sul linguaggio ha pienamente ragione, almeno per come è stata impostata la discussione, e essendo una discussione e non potendo affrontare un argomento se non usando un qualsiasi tipo di linguaggio non si può escludere la presenza dell'uomo.
Non parlo di genetica o di informatica, ma di neuro scienze, che studiano la struttura del sistema nervoso.
Le scienze non considerano il materialismo, e continua ad aver ragione(sempre prof. di filosofia rimane), poichè unendo alle "scienze" un qualsiasi ragionamento, anche solo relativo allo spiegarle si fanno coincidere con la filosofia.
Però mi faccia tener cara la farina, che è la base di tutto, è il pensiero per quanto riguarda una qualsiasi disquisizione filosofica, ed è il concreto, la materia, unita sempre al pensiero(poichè necessitiamo di esso per vivere) per quanto riguarda le scienze che si pongono come studio la materia stessa e la realtà.
La matematica è l'astrazione più applicata che esista. Se un astrazione perde nell'applicazione l'atrazione stessa e acquista concretezza può continuare ad essere definita solo astrazione?
Ergo il pensiero, la più alta espressione dell'uomo, è la sua essenza.
Non parlo di genetica o di informatica, ma di neuro scienze, che studiano la struttura del sistema nervoso.
Le scienze non considerano il materialismo, e continua ad aver ragione(sempre prof. di filosofia rimane), poichè unendo alle "scienze" un qualsiasi ragionamento, anche solo relativo allo spiegarle si fanno coincidere con la filosofia.
Però mi faccia tener cara la farina, che è la base di tutto, è il pensiero per quanto riguarda una qualsiasi disquisizione filosofica, ed è il concreto, la materia, unita sempre al pensiero(poichè necessitiamo di esso per vivere) per quanto riguarda le scienze che si pongono come studio la materia stessa e la realtà.
La matematica è l'astrazione più applicata che esista. Se un astrazione perde nell'applicazione l'atrazione stessa e acquista concretezza può continuare ad essere definita solo astrazione?
Ergo il pensiero, la più alta espressione dell'uomo, è la sua essenza.
Re: Ugo Foscolo Superstar
Ma scusa la matematica parla di figure perfette, la fisica di esperimenti condotti nella condizione perfetta di vuoto...non credo che in natura lo scienziato ritrovi quelle perfette condizioni: le deve creare lui. Perciò la matematica non riesce a perdere astrazione..perchè l'uomo non riesce a ricreare in natura la perfezione che c'è nell'astrazione. Per quanto riguarda le scienze odierne, non ti fare abbindolare dalle teorie scientifiche che fanno passare come verità assoluta. Ogni scienziato pretende di sentenziare su qualsiasi argomento, anche se di quello conosce ben poco. Questo atteggiamento di completo affidamento a teorie scientifiche intese come verità assolute..mi sa molto di fede nella religione scienza. Non esiste una verità assoluta..in scienza...ma esistono teorie che vengono accettate più di altre.

Chupacabras
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A ANTONIETTA FAGNANI ARESE
Niuna azione mai né iniqua né bassa ha contaminato i miei giorni. Io ho forse de’ difetti e de’ vizi, ma oso assicurare che ho delle virtù ignote alla maggior parte degli uomini del mio tempo. So c’io devo esser tacciato di una eccessiva fierezza, per cui sembro stravagante a certi omiciattoli c’io guardo d’alto in basso. Ma quando io mi vedo importunato da una turba di volpi e di cani, e di tutte le bestie adulatrici e maligne della società, io per farle fuggire conviene che mandi un ruggito da leone. Tra costoro e me non vi può essere tregua;perch’io mi sento un’anima sublime e sdegnosa d’imbrattarsi nel fango di quella nobile e galante canaglia. Hanno dunque ragione s’io son brutto per essi, perché non devono credere bello che chi loro somiglia. Mi sono fedelmente dipinto con tutte le mie follie nell’Ortis; e spero che tu nel mio carattere trovi molte cose strane, ma nulla di brutto.
Conviene ch’io ti parli di tuo marito. Io gli voglio bene per quella fisionomia di buona persona, e gli devo essere caro per i modi cortesi ch’egli usa con me. Questi sentimenti accrescono la delicatezza con la quale mi comporto con lui, e davvero ch’io spesso temo di fargli nemmen sospettare- non so spiegarmi più di così- ma mi figuro d’esser marito, e perdonerei a mia moglie gli errori figli di una violenta passione, piangerei al suo pianto; ma con tutta questa filosofia vorrei che quanto di ciò accadesse in casa mia fosse circondato da una notte profonda. Onde io, incontrandolo due volte per istrada, non gli ho ma detto nulla. Tu mi dici ch’ei non mi saprà ricusare. Ch’ei non sappia, lo credo;ma temo c’ei non lo voglia. E poi voglio prima sapere a che termini sei col tuo Cecco, perché io non vorrei essergli cagione di pianto e di scandali… amerei piuttosto morire lontano da te, e non avere per altra ricompensa una tua lagrima. Oh, tu mi fai piangere un’altra volta. Addio dunque, addio. Buona notte. Vado a letto a rileggere la tua lettera. Addio. Dimani. Dimani alle nove.
Ore 6 della mattina
Oh mia amica, il tempo è bello; mi sono alzato di letto, appena svegliato, e sono corso alla finestra palpitando; perché la notte passata prima di coricarmi, ho veduto il cielo nuvolato. Ma il sole oggi è più splendido che mai. Oh mio angelo, io ti vedrò. Il mio amore è ormai divenuto insoffribile, immenso. Cielo, cielo, abbi pietà di noi.
Ugo Foscolo
[i]
Niuna azione mai né iniqua né bassa ha contaminato i miei giorni. Io ho forse de’ difetti e de’ vizi, ma oso assicurare che ho delle virtù ignote alla maggior parte degli uomini del mio tempo. So c’io devo esser tacciato di una eccessiva fierezza, per cui sembro stravagante a certi omiciattoli c’io guardo d’alto in basso. Ma quando io mi vedo importunato da una turba di volpi e di cani, e di tutte le bestie adulatrici e maligne della società, io per farle fuggire conviene che mandi un ruggito da leone. Tra costoro e me non vi può essere tregua;perch’io mi sento un’anima sublime e sdegnosa d’imbrattarsi nel fango di quella nobile e galante canaglia. Hanno dunque ragione s’io son brutto per essi, perché non devono credere bello che chi loro somiglia. Mi sono fedelmente dipinto con tutte le mie follie nell’Ortis; e spero che tu nel mio carattere trovi molte cose strane, ma nulla di brutto.
Conviene ch’io ti parli di tuo marito. Io gli voglio bene per quella fisionomia di buona persona, e gli devo essere caro per i modi cortesi ch’egli usa con me. Questi sentimenti accrescono la delicatezza con la quale mi comporto con lui, e davvero ch’io spesso temo di fargli nemmen sospettare- non so spiegarmi più di così- ma mi figuro d’esser marito, e perdonerei a mia moglie gli errori figli di una violenta passione, piangerei al suo pianto; ma con tutta questa filosofia vorrei che quanto di ciò accadesse in casa mia fosse circondato da una notte profonda. Onde io, incontrandolo due volte per istrada, non gli ho ma detto nulla. Tu mi dici ch’ei non mi saprà ricusare. Ch’ei non sappia, lo credo;ma temo c’ei non lo voglia. E poi voglio prima sapere a che termini sei col tuo Cecco, perché io non vorrei essergli cagione di pianto e di scandali… amerei piuttosto morire lontano da te, e non avere per altra ricompensa una tua lagrima. Oh, tu mi fai piangere un’altra volta. Addio dunque, addio. Buona notte. Vado a letto a rileggere la tua lettera. Addio. Dimani. Dimani alle nove.
Ore 6 della mattina
Oh mia amica, il tempo è bello; mi sono alzato di letto, appena svegliato, e sono corso alla finestra palpitando; perché la notte passata prima di coricarmi, ho veduto il cielo nuvolato. Ma il sole oggi è più splendido che mai. Oh mio angelo, io ti vedrò. Il mio amore è ormai divenuto insoffribile, immenso. Cielo, cielo, abbi pietà di noi.
Ugo Foscolo
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Sonetto
1
Forse perché della fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
Ugo Foscolo
Forse perché della fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensieri su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
Ugo Foscolo
Lettera al Ministro di Polizia
Ecco (in questo messaggio e nel successivo) le lettere, o parti di esse, che ho letto durante il primo appuntamento foscoliano. Chi non avesse ricevuto la fotocopia, può stamparle da qui, se crede, per avere alla fine a disposizione tutto il materiale fornito:
1)
36 - al Ministro di Polizia Sopransi - Milano
[Milano] 3 Ventoso, ore sei della sera [21.2.1798]
"Ti scrivo con le mani bagnate nel sangue d'un vecchio ch'io raccolsi da terra, schiacciato da una carrozza. Invano con le grida e con le minacce tentai d'arrestare il cocchio omicida: appena ho potuto salvare me stesso: il tardo vecchio, che guidava a mano un suo tenero figlio, fu rovesciato ed oppresso: egli serbò il fanciulletto da morte coprendolo colle sue membra peste dai spaventati cavalli. Il cocchiero, avvezzo forse dai tempi della tirannide a sacrificare con feroce stolidità i cittadini che non ponno salvarsi superando la velocità delle ruote, seguitava indifferentemente il suo corso. Quanto più alcuni circostanti volevano arrestarlo tanto più s'afrettava a sfuggire, temendo la pena della legge violata. Profittando dell'oscurità della sera, finsi di presentargli una pistola, gridandogli: "O t'arresta o t'abbrucio": allora ei si stette, fino a che, accorse in breve la guardia, fu condotto all'ufficio di polizia. Ma che pro? castigando il cocchiere si ritorna a vita il cittadino che forse in questo momento esala l'ultimo fiato? o si restituisce la sanità a quel fanciullo, che dovrà forse strascinare per tutti i suoi giorni le membra storpiate ed inutili a procacciargli la sussistenza?
Tentasti, egli è vero, o Sopransi, di prevenire questi delitti tanto più esecrabili quanto non riescono in vantaggio di chi li commette, infliggendo una pena pecuniaria a chi sfrenatamente corresse con le carrozze per la città. Promettendo parte del denaro a chi arresta i cavalli, animasti i cittadini a sorprendere i violatori della legge. Ma questa misura è a mio parere delusa appunto da chi vuole trasgredirla. E chi sarà quell'uomo si audace da esporsi stupidamente al pericolo di essere frantumato opponendosi all'impetuoso corso de' cavalli? più fiate mi v'accinsi io medesimo: ma o non ho potuto raggiungere i cocchi che mi sfuggivano, o la sferza del cocchiere, che minacciandomi incitava maggiormente i cavalli, mi ha forzato a ritirarmi. Non è dunque che io pretenda di dettar leggi, se ti propongo su quest'argomento alcuni consigli. Se a me spettasse di fare delle provvidenze, queste, e non altre, a mio parere sarebbero le più opportune:
1° porterà una pena pecuniaria, e non potrà più tenere carrozze e cavalli quel cittadino la cui carrozza avesse oppresso, mutilato o morto qualche altro cittadino;
2° la pena pecuniaria, che si dovrà infliggere in ragione della ricchezza del proprietario della carrozza, dovrà ritorcersi a compenso di quella famiglia che avrà in tal caso perduto il padre, il figlio, il marito;
3° ove la carrozza appartenesse ad un vetturino, questi, oltre la pena pecuniaria, dovrà perdere i cavalli e la vettura;
4° pagherà cento zecchini chiunque sarà da due testimoni legali e oculari accusato di avere sfrenatamente corso per la città: queste testimonianze cadranno nulle ove si smentisca l'accusa per mezzo d'altri due testimoni legali, oculari e contemporanei al momento in cui si è denunciata la trasgressione;
5° percepirà 200 zecchini, da sborsarsi dal proprietario de' cavalli e del cocchio, chiunque arrestasse cavalli correnti oltre il modo fissato dalla legge. Benchè quest'ultima provvidenza sia quasi ineseguibile, potrebbe, per la somma della pena, animare maggiormente i cittadini all'esecuzione e trattenere i cocchieri dal trasgredirla. Eccoti il mio parere, o Sopransi, sopra un si importante soggetto. Ella è vergogna che nella patria di Beccaria, ridivenuta libera, sussistano ancora i delitti della tirannide, e si veggano miseramente perire i cittadini sotto que' cocchi ove siedono i già potenti insultando il popolo pedestre. Chi sa che i grandi non vogliano in questa maniera vendicarsi del popolo che ha rivendicato i suoi diritti? Le ricchezze somministrano sempre mezzi di vendetta. Salute. Foscolo" I,58-60
1)
36 - al Ministro di Polizia Sopransi - Milano
[Milano] 3 Ventoso, ore sei della sera [21.2.1798]
"Ti scrivo con le mani bagnate nel sangue d'un vecchio ch'io raccolsi da terra, schiacciato da una carrozza. Invano con le grida e con le minacce tentai d'arrestare il cocchio omicida: appena ho potuto salvare me stesso: il tardo vecchio, che guidava a mano un suo tenero figlio, fu rovesciato ed oppresso: egli serbò il fanciulletto da morte coprendolo colle sue membra peste dai spaventati cavalli. Il cocchiero, avvezzo forse dai tempi della tirannide a sacrificare con feroce stolidità i cittadini che non ponno salvarsi superando la velocità delle ruote, seguitava indifferentemente il suo corso. Quanto più alcuni circostanti volevano arrestarlo tanto più s'afrettava a sfuggire, temendo la pena della legge violata. Profittando dell'oscurità della sera, finsi di presentargli una pistola, gridandogli: "O t'arresta o t'abbrucio": allora ei si stette, fino a che, accorse in breve la guardia, fu condotto all'ufficio di polizia. Ma che pro? castigando il cocchiere si ritorna a vita il cittadino che forse in questo momento esala l'ultimo fiato? o si restituisce la sanità a quel fanciullo, che dovrà forse strascinare per tutti i suoi giorni le membra storpiate ed inutili a procacciargli la sussistenza?
Tentasti, egli è vero, o Sopransi, di prevenire questi delitti tanto più esecrabili quanto non riescono in vantaggio di chi li commette, infliggendo una pena pecuniaria a chi sfrenatamente corresse con le carrozze per la città. Promettendo parte del denaro a chi arresta i cavalli, animasti i cittadini a sorprendere i violatori della legge. Ma questa misura è a mio parere delusa appunto da chi vuole trasgredirla. E chi sarà quell'uomo si audace da esporsi stupidamente al pericolo di essere frantumato opponendosi all'impetuoso corso de' cavalli? più fiate mi v'accinsi io medesimo: ma o non ho potuto raggiungere i cocchi che mi sfuggivano, o la sferza del cocchiere, che minacciandomi incitava maggiormente i cavalli, mi ha forzato a ritirarmi. Non è dunque che io pretenda di dettar leggi, se ti propongo su quest'argomento alcuni consigli. Se a me spettasse di fare delle provvidenze, queste, e non altre, a mio parere sarebbero le più opportune:
1° porterà una pena pecuniaria, e non potrà più tenere carrozze e cavalli quel cittadino la cui carrozza avesse oppresso, mutilato o morto qualche altro cittadino;
2° la pena pecuniaria, che si dovrà infliggere in ragione della ricchezza del proprietario della carrozza, dovrà ritorcersi a compenso di quella famiglia che avrà in tal caso perduto il padre, il figlio, il marito;
3° ove la carrozza appartenesse ad un vetturino, questi, oltre la pena pecuniaria, dovrà perdere i cavalli e la vettura;
4° pagherà cento zecchini chiunque sarà da due testimoni legali e oculari accusato di avere sfrenatamente corso per la città: queste testimonianze cadranno nulle ove si smentisca l'accusa per mezzo d'altri due testimoni legali, oculari e contemporanei al momento in cui si è denunciata la trasgressione;
5° percepirà 200 zecchini, da sborsarsi dal proprietario de' cavalli e del cocchio, chiunque arrestasse cavalli correnti oltre il modo fissato dalla legge. Benchè quest'ultima provvidenza sia quasi ineseguibile, potrebbe, per la somma della pena, animare maggiormente i cittadini all'esecuzione e trattenere i cocchieri dal trasgredirla. Eccoti il mio parere, o Sopransi, sopra un si importante soggetto. Ella è vergogna che nella patria di Beccaria, ridivenuta libera, sussistano ancora i delitti della tirannide, e si veggano miseramente perire i cittadini sotto que' cocchi ove siedono i già potenti insultando il popolo pedestre. Chi sa che i grandi non vogliano in questa maniera vendicarsi del popolo che ha rivendicato i suoi diritti? Le ricchezze somministrano sempre mezzi di vendetta. Salute. Foscolo" I,58-60

Yorick- Admin

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Lettera sulla teiera, la brocchettina i tappeti ecc.
947 - a Giulio di Montevecchio - Pavia
Milano Lunedì sera 13 Novembre 1809
Giovedì mattina
“[...] Tu, mio caro, potresti assai assai riparare a’ miei bisogni d’alcune cosucce, se mi mandassi per mezzo del Migliavacca, o d’un vetturino qualunque, due tappeti, o uno solo; eccettuati però i due della mia stanza grande dov’io studiava, e del bel gabinetto: soprattutto mandami il tappeto verdastro che giaceva nella mia stanza da letto. Mandami anche due o tre tazze da caffè, e la mia teiera, e la piccola brocchettina nera da latte, e la zuccheriera comune, e quella piccola guantieretta comune, perch’io possa far colazione. Bada però di spedirmi tutte queste cose in caso che tu ed Antonio possiate condizionarle in un cestino con la paglia di modo che non si rompano; e consegnarle al vetturino purchè si obblighi di portarmele intatte. Diversamente non mandarmi nulla; ch’io preferisco di star senza colazione, anzichè vedermi rotta la mia cara e fida teiera nera, e quelle elegantissime tazze. Anzi, mio caro, oltre i tappeti, non mandarmi null’altro, perchè io temo moltissimo della negligenza de’ vetturini, e delle sciagure che mi perseguono”. III,308
Milano Lunedì sera 13 Novembre 1809
Giovedì mattina
“[...] Tu, mio caro, potresti assai assai riparare a’ miei bisogni d’alcune cosucce, se mi mandassi per mezzo del Migliavacca, o d’un vetturino qualunque, due tappeti, o uno solo; eccettuati però i due della mia stanza grande dov’io studiava, e del bel gabinetto: soprattutto mandami il tappeto verdastro che giaceva nella mia stanza da letto. Mandami anche due o tre tazze da caffè, e la mia teiera, e la piccola brocchettina nera da latte, e la zuccheriera comune, e quella piccola guantieretta comune, perch’io possa far colazione. Bada però di spedirmi tutte queste cose in caso che tu ed Antonio possiate condizionarle in un cestino con la paglia di modo che non si rompano; e consegnarle al vetturino purchè si obblighi di portarmele intatte. Diversamente non mandarmi nulla; ch’io preferisco di star senza colazione, anzichè vedermi rotta la mia cara e fida teiera nera, e quelle elegantissime tazze. Anzi, mio caro, oltre i tappeti, non mandarmi null’altro, perchè io temo moltissimo della negligenza de’ vetturini, e delle sciagure che mi perseguono”. III,308

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Re: Ugo Foscolo Superstar
ho trovato il libro dell'Isabella Teotochi Albrizzi...andate sul sito

Chupacabras
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Re: Ugo Foscolo Superstar
"Tutte le cose sono incatenate, avvinghiate, innamorate"
Nietzsche
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Re: Ugo Foscolo Superstar
Ehi, ma ... allora oggi c'eravate! Scusa, ma qualche volta sembra di parlare al vento. Non fate domande, non dite nulla. Siete sempre così timidi!
Ma la verità è che ... io e Yorick vi mettiamo paura.
Sbagliate. Enormemente. Mai temere chi ama la bellezza. Da chi ama la bellezza non può venire niente di brutto. Alcun male.
HH

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Sbagliate. Enormemente. Mai temere chi ama la bellezza. Da chi ama la bellezza non può venire niente di brutto. Alcun male.
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Re: Ugo Foscolo Superstar
Io c'ero...per quanto riguarda la paura...come si può avere paura di lei...
??????????????? 

Chupacabras
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